Narrare una storia: 8 qualità che uno scrittore deve avere

Migliorare se stessi per narrare una storia

Narrare una storia, che si tratti di un racconto o di un romanzo, è un lavoro molto impegnativo.

Chiunque abbia provato, almeno una volta, a narrare la storia che aveva in mente, avrà maturato fin da subito una precisa consapevolezza: narrare una storia è faticoso.

Non solo.

Spesso lo scoramento e la delusione che assalgono chi si cimenta nella stesura di una storia nasce soprattutto da un ulteriore constatazione: la storia scritta sul foglio è molto diversa da come ce l’ho in testa.

Nella mia mia mente è perfetta, sul foglio no.

Per quale motivo?

La risposta a questa domanda sta nel fatto che scrivere è molto impegnativo.

Molto più di quanto si possa immaginare.

È un lavoro certosino, che richiede dedizione, fatica, tempo e una gran dose di pazienza.

Uno scrittore è un po’ come uno scultore con il suo blocco di pietra.

Soltanto dopo un accurato lavoro di progettazione, a cui segue un altrettanto meticoloso lavoro di realizzazione, il soggetto viene fuori in tutta la sua espressività e magnificenza.

A ricordarcelo un celebre aneddoto riguardante Michelangelo, il quale, volendo sottolineare l’incredibile realismo raggiunto dalle forme del suo Mosè, intimò a questa che era una delle sue sculture più celebri: «Perché non parli?»

Fatica, impegno, dedizione, perseveranza.

Questo il motivo per cui, molto spesso, ai buoni propositi di un autore seguono scoraggiamento e delusione.

Questi, molto spesso, i motivi che portano ad abbandonare ben presto il progetto di narrare una storia.

Le due fasi del processo di scrittura

Quello di scrittura di una storia è un processo che consta fondamentalmente di due fasi.

La prima fase è quella di stesura vera e propria di un testo, in cui lo scrittore è solo con la propria idea davanti al foglio bianco.

Un banco di prova fondamentale, sul quale il narratore testa la propria tenacia e la propria determinazione.

La seconda fase è quella della gratificazione.

Il testo, finalmente, è completato.

Magari ha bisogno di un’opportuna revisione e correzioni ma, cosa più importante, esiste.

Esiste, è su carta ed è finito.

Per portare a termine la prima fase, quella in cui la storia si materializza sulla pagina, è fondamentale lavorare su se stessi.

Perseveranza, convinzione, costanza, vengono prima di qualsiasi discorso riguardo la trama, lo stile, i dialoghi e il resto.

Solo così la storia dentro ha qualche possibilità di venire fuori e finire sulla pagina.

Consigli per scrivere un libro

Ecco quindi alcuni consigli per scrivere un libro.

Che si tratti di un libro di narrativa, di un romanzo, di una raccolta di racconti o di qualsiasi altro tipo di progetto di scrittura, non fa differenza.

I consigli per scrivere un libro che mi sento di darti non riguardano aspetti tecnici o narratologici.

Alla base di qualsiasi lavoro di scrittura ci sono delle componenti che vanno al di là di ogni aspetto meramente narrativo.

Di seguito, infatti, le 8 caratteristiche che un autore deve assolutamente possedere.

Uno scrittore deve essere paziente

Scrivere un libro di narrativa ma, in generale, un qualsiasi testo, non è un lavoro che porta via qualche settimana, ma molto più tempo.

Se si culla anche l’ambizione di scriverlo veramente bene, allora tempo e fatica per portare a termine un testo si moltiplicano.

Che si tratti di un’opera prima o di un vero e proprio impegno professionale, non fa differenza.

Scrivere in modo costante è il presupposto per migliorare il proprio stile e la qualità dei propri testi.

Per raggiungere risultati importanti nella scrittura occorre quindi tanta pazienza.

Se per natura sei una persona paziente hai di certo una marcia in più.

Viceversa, sappi che la pazienza la si può acquisire.

In che modo?

Lavorando ogni singolo giorno.

L’abitudine di scrivere ogni giorno è la migliore abitudine che uno scrittore possa avere.

Leggi ogni giorno.

Scrivi ogni giorno.

Stabilisci ogni volta un traguardo da raggiungere con la tua scrittura e impegnati a fondo per agguantarlo.

Uno scrittore deve essere costante

Con la sola pazienza, senza la costanza, non si va da nessuna parte.

Pazienza non significa aspettare la musa ispiratrice o l’illuminazione divina che detta le parole.

Piuttosto occorre la costanza del lavoro di scrittura quotidiano.

Piccolo trucco: stabilisci un programma di scrittura e seguilo.

Cerca di scrivere ogni giorno, anche se per pochi minuti.

Anche pochi minuti di scrittura al giorno ti aiuteranno a maturare l’abitudine quotidiana al lavoro.

La costanza ti servirà per definire quanto prima il tuo stile personale.

Vivi l’impegno della scrittura come un vero e proprio impegno professionale.

Scrivere deve diventare per te un appuntamento, non diverso da tutti gli altri impegni che riempiono la tua giornata.

Non solo.

Se sai di non essere, per indole, una persona molto fedele agli impegni presi, qualche escamotage esiste per riuscire ad avere la meglio sulla pigrizia.

Segna sul tuo calendario personale, in bella mostra, una bella x su ogni giorno di lavoro di scrittura portato a termine.

Giorno dopo giorno, vedrai, maturerai sempre più il desiderio di prolungare questa sequenza di croci e farai di tutto per non interromperla.

Altra soluzione: stabilisci obiettivi intermedi.

Ad esempio: numero di pagine o di parole da scrivere ogni singolo giorno e relativa ricompensa.

Il meccanismo della gratificazione funziona sempre ed è una leva efficacissima che può senz’altro aiutarti a rispettare il tuo programma.

Uno scrittore deve aprirsi al mondo esterno

Se scrivere è un lavoro che si svolge in solitudine, essere uno scrittore vuol dire rapportarsi agli altri.

La presenza di un gruppo di riferimento è fondamentale.

Che siano parenti, amici o, meglio ancora, amici scrittori, non importa.

Ciò che conta è avere un rapporto stabile con il mondo lì fuori.

Sia perché possono sostenerti nei momenti di difficoltà e di scoraggiamento.

Non solo.

Sia perchè possono aiutarti a maturare e crescere come professionista della scrittura.

Pertanto sforzati sempre e comunque di alimentare il rapporto con altri autori.

Niente può essere più fruttuoso per superare gli ostacoli e i tuoi stessi limiti.

Uno scrittore deve essere propositivo

Essere propositivi verso la scrittura e, in generale, verso la vita, è l’atteggiamento migliore per affrontare tutte le difficoltà e superarle.

Anche quando le cose si mettono male.

Eh sì, soprattutto allora!

Ricorda: l’ottimismo e la positività si possono acquisire.

In che modo?

Sforzandosi di guardare il mondo che ci circonda in maniera diversa.

La scrittura è un percorso che ha le sue difficoltà.

Aggiungerne altre di tuo non ti servirà a migliorare il lavoro.

Uno scrittore deve essere resiliente

Non avvilirti se ricevi critiche negative.

Piuttosto, fai tesoro di esse.

Ti aiuteranno a capire che non potrai mai piacere a tutti (ragion per cui, in un modo o in un altro, ne riceverai sempre).

Non solo.

Ti saranno molto utili per aiutarti a superare i tuoi limiti e i tuoi errori e migliorare così il tuo stile e la qualità della tua scrittura.

Il tutto, in una parola sola: resilienza.

Accetta con umiltà tutte le critiche, impara da esse e, soprattutto, tira dritto per la tua strada.

Uno scrittore non si lascia intimidire dalle critiche

Rassegnati: quando si racconta una storia non si può piacere a tutti.

Nel raccontare storie nessuno scrittore è universalmente apprezzato.

Neppure gli autori più grandi di tutti i tempi.

Conosco colleghi che sbadigliano sfogliando Tolstoj.

Altri che usano la Recherche di Proust come base di appoggio.

Per cui, per quale motivo proprio tu dovresti essere a riparo da critiche negative?

Detto ciò, pensa a scrivere.

Se hai il desiderio di scrivere, concentrati su come raccontare una storia.

E, soprattutto, scrivila.

Meglio ancora se lo fai evitando di scimmiottare lo stile di qualche autore o le tendenze narrative del momento.

Fai la corsa su te stesso.

Ovvero: pensa soltanto alla storia da scrivere e alla tua voce narrativa.

Pensare a come può essere lo stile di uno scrittore che ami, adottandolo nella tua storia, non ti servirà a molto.

Uno scrittore deve essere sempre determinato

Narrare una storia è un processo creativo articolato e, soprattutto, lungo.

Non una sfida per centometristi, ma una vera e propria maratona.

Pertanto: determinazione.

Per scrivere e farlo in maniera opportuna occorre avere una convinzione profonda in quello che si sta facendo.

La tentazione e il rischio di lasciare perdere, soprattutto nelle difficoltà, possono essere davvero grandi.

Per cui è bene darci dentro senza esitazione.

Un consiglio: individua in maniera chiara il tuo obiettivo e mettilo per iscritto.

Non solo.

Suddividi il tuo programma generale in diverse fasi e, per ognuna di esse, individua un traguardo intermedio.

Stabilisci delle scadenze e, soprattutto, rispettale.

Ciò ti aiuterà ad ottimizzare al meglio il tuo lavoro di scrittura.

Uno scrittore non si risparmia mai

Narrare una storia vuol dire donare qualcosa agli altri.

Anche se ad orientare la scrittura di una buona parte di autori vi è vanità e amor proprio, è innegabile che tutti i libri possono ispirare e arricchire i lettori.

In ogni storia è possibile immedesimarsi, trarre ispirazione, riflettere, emozionarsi.

Da ogni testo è possibile imparare qualcosa.

Per cui affronta il tuo lavoro di scrittura con serietà e generosità, senza risparmiarti mai.

Le tue parole possono ispirare ed emozionare chi le leggerà.

Per cui dacci dentro, sempre!

Cerca di mettere a frutto questi 8 consigli che ti ho dato.

Possono davvero aiutarti a fare la differenza e a dare una svolta al tuo lavoro di scrittura.

Come puoi ben vedere non riguardano la stesura di un testo da un punto di vista esclusivamente tecnico e narratologico.

Piuttosto fanno riferimento all’atteggiamento, alla tenuta, al piglio che è bene maturare per affrontare un lavoro così rigoroso come quello di narrare una storia.

Disciplina, rigore, senso del dovere e disponibilità alla fatica sono i presupposti fondamentali per riuscire a narrare la storia che hai in mente.

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