Corso di scrittura creativa: cosa sapere prima di sceglierne uno!

Sull’utilità di un corso di scrittura creativa

Di tanto in tanto ritorna la questione circa l’utilità o meno di frequentare un corso di scrittura creativa.

E, con essa, le domande di rito:

per imparare a scrivere occorre necessariamente frequentare un corso di scrittura creativa?

Come funziona un laboratorio di scrittura creativa?

Qual è la differenza tra un corso di scrittura creativa e un laboratorio di scrittura creativa?

E ancora:

Meglio un corso di scrittura creativa o un laboratorio di scrittura?

Quali caratteristiche deve avere un buon docente di scrittura creativa?

Ma si può insegnare a scrivere?

E, soprattutto:

scrittori si nasce oppure si diventa?

Queste per citare solo alcune tra le domande più frequenti a riguardo.

Mi capita spesso di ritrovarmi ad affrontare questo argomento con autrici e autori giovani e meno giovani, oltreché con autori affermati e addetti ai lavori.

Accade a margine delle presentazioni dei libri, degli incontri letterari, delle rassegne e dei seminari ai quali ho il piacere e l’onore di prendere parte.

Ma accade molto spesso anche online, dove sempre più appassionati di scrittura e letteratura mi scrivono per chiedermi, tra le altre cose, suggerimenti, indicazioni, chiarimenti circa l’utilità o meno di seguire un corso di scrittura creativa.

Ciò che in molti casi mi ritrovo a constatare, è una scarsa conoscenza e una sostanziale confusione di idee riguardo il mondo del creative writing.

Da qui l’idea di scrivere questo breve (spero utile) articolo.

L’intento non è affrontare, nello spazio di un articolo, tutti gli aspetti relativi a un argomento tanto ampio e complesso.

Sarebbe impossibile.

Lungi dall’avere alcuna pretesa di esaustività, questo articolo ha come obiettivo quello di provare a fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali.

E, al contempo, fornire informazioni utili a tutti coloro che hanno necessità di orientarsi nel vasto mondo della scrittura creativa.

Pertanto vi invito a leggerlo con la dovuta calma e attenzione e a riflettere con cura sui vari argomenti affrontati.

Dopodiché, se desiderate approfondire alcuni aspetti, ricevere ulteriori delucidazioni, informazioni di dettaglio, nonché conoscere curiosità riguardo questo o altri argomenti relativi alla scrittura creativa:

potete inviarmi le vostre richieste utilizzando il modulo Scrivimi che trovate qui in basso, a conclusione dell’articolo.

Sarò lieto di rispondere a tutte le vostre domande e fornirvi tutte le indicazioni richieste.

Buona lettura!

Corso scrittura creativa

Corso scrittura creativa: un annuncio, quello dei corsi di scrittura o dei workshop di scrittura creativa, che affolla quotidianamente le bacheche di forum, chat, siti e riviste di settore.

Sono lontani ormai i tempi in cui il grande Giuseppe Pontiggia, tra il dubbio e la curiosità generale, iniziò a tenere le sue prime lezioni di scrittura creativa al Teatro Verdi di Milano nel 1985.

La scrittura creativa, disciplina ampiamente consolidata anche a livello universitario negli Stati Uniti già negli anni Settanta, in Italia ha iniziato a muovere i suoi primi timidi passi soltanto a partire dagli anni Ottanta.

Da allora molte cose sono cambiate.

Oggi, anche nel nostro paese, i corsi di scrittura creativa e i laboratori di scrittura creativa sono una realtà molto diffusa e sono frequentati da una platea di appassionati sempre più ampia.

Esistono corsi di scrittura per aspiranti scrittori, per autori che già hanno pubblicato, per adulti, ragazzi e bambini.

Basti pensare, ad esempio, che i laboratori di scrittura creativa sono tra le attività extrascolastiche predilette dagli istituti di ogni ordine e grado.

Eppure, nonostante l’ampia diffusione di corsi e laboratori di scrittura creativa, nell’immaginario collettivo vi ancora scarsa consapevolezza circa il creative writing.

Ma procediamo con ordine.

Il mestiere di scrivere

“La scrittura creativa è l’arte di far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole”.

Amo molto questa frase, trovo esprima appieno quello che è il senso profondo del cosiddetto mestiere di scrivere.

Se ragioniamo con molta attenzione, ci rendiamo conto che, in fondo in fondo, scrivere altro non è che:

il tentativo di scaraventare il lettore altrove con la sola forza e suggestione delle parole.

Proprio così!

Eppure, a pensarci bene, tutti gli esseri umani, dai 6 anni di età in poi, sono in grado di leggere e scrivere.

Perché allora solo alcuni (narrativamente parlando) sanno scrivere e altri invece no?

Riflettiamo con attenzione su quello che è il mestiere di scrivere, indipendentemente dal fatto se si è scrittori di professione o meno.

L’atto di trasferire parole dalla penna al foglio o dalla tastiera allo schermo, è solo uno dei vari passaggi di un processo creativo molto più ampio e articolato.

Un processo intimo e profondo, quello della scrittura, che coinvolge il carattere, la personalità, la sensibilità, la cultura di chi scrive.

Non solo.

Un processo che presuppone due doti imprescindibili:

intelligenza emotiva e capacità di immedesimazione.

Viene da sé, dunque, che imparare a scrivere non vuol dire applicare una semplice formuletta.

Tantomeno esiste una ricetta grazie alla quale dar vita ad un testo perfetto.

Scrivere è qualcosa di più profondo.

Implica la capacità di saper gestire e modulare una pluralità di aspetti tecnici, linguistici, narratologici, semantici, emozionali, culturali, esperienziali.

Capacità questa, di cui non tutti hanno consapevolezza.

Come non tutti hanno consapevolezza del fatto che questa capacità può essere sviluppata da chiunque.

Proprio così!

Si può imparare a scrivere?

Si, si può imparare a scrivere!

E chiunque può imparare a scrivere, senza eccezione alcuna.

L’estro, il talento, il genio puro forse non si crea.

Ma anche il talento più cristallino ha bisogno di essere forgiato, affinato, potenziato.

In una parola: allenato.

Si, proprio così: allenare il proprio talento.

E l’unico modo per allenare il proprio talento è scrivere.

Scrivere, scrivere, scrivere!

Tuttavia starsene chiusi da soli a riempire quaderni con i propri testi, per quanto importante, non basta.

Cosa sarebbero stati Caravaggio e Van Gogh se non avessero frequentato, per anni, le botteghe di altri pittori?

E Beethoven e Mozart?

Cosa sarebbero diventati senza i loro rigorosi studi e senza il rapporto con altri artisti?

Semplice: sarebbero rimasti dei talenti inespressi o, nella migliore delle ipotesi, dei talenti incompiuti.

E ciò vale anche per tanti artisti contemporanei.

È chiaro, quindi, che per imparare a scrivere è importante “andare a bottega”.

Ciò indipendentemente dalla convinzione di avere talento o meno.

Vedere in azione gli altri scrittori, capire come ragionano e operano sui testi, come utilizzano i ferri del mestiere (ovvero le diverse soluzioni e tecniche narrative), come costruiscono e caratterizzano i personaggi, come strutturano i dialoghi, come definiscono il punto di vista della narrazione, come lavorano sul ritmo, nonché frugare nella loro “cassetta degli attrezzi”, è un passaggio assolutamente fondamentale per la formazione di un autore.

Ciò vale sia per coloro che sognano di diventare scrittori di professione, sia per coloro che scrivono per passione.

Sia per coloro che non hanno mai scritto e che vogliono semplicemente provare a cimentarsi nell’arte della scrittura.

È importante chiarire anche un altro aspetto:

il fatto che non tutti quelli che seguono un corso di scrittura creativa diventino scrittori professionisti non vuoi dire molto.

Anche tra coloro che frequentano conservatori e accademie di belle arti, solo una piccola parte diventa musicista o pittore di professione.

Non per questo si può mettere in dubbio l’utilità dell’insegnamento.

Aggiungo che, mentre negli Stati Uniti da sempre gli scrittori studiano (e/o, in seguito, insegnano) creative writing (con grande orgoglio), oggi in Italia molti autori, anche autori di successo, hanno seguito corsi di scrittura creativa e non ne fanno mistero.

Cosa vuol dire imparare a scrivere?

Ma veniamo al sodo: cosa vuol dire, narrativamente parlando, “imparare a scrivere”?

Può sembrare una domanda banale, come altrettanto banale può sembrare la risposta.

In realtà, domanda e risposta, racchiudono il punto nevralgico dell’intera questione.

Abbiamo detto che tutti possono imparare a scrivere e su questo non ci piove.

Ma è assolutamente fondamentale avere consapevolezza del meccanismo che è alla base della possibilità di “imparare a scrivere”.

Meccanismo che molti ignorano (anche molti maestri di scrittura creativa, ahimè!) e di cui solo una parte degli addetti ai lavori ha piena consapevolezza.

Pertanto, focalizziamo l’attenzione su questo che è un aspetto cruciale:

cosa vuol dire imparare a scrivere?

Imparare a scrivere vuol dire sviluppare e maturare sensibilità tecnica nel riconoscere e nell’utilizzare i vari elementi della narrazione e le varie tecniche narrative.

Vuol dire capacità di utilizzo dei vari elementi della narrazione e delle soluzioni narrative, capacità che può essere appresa solo imparando a leggere un testo da un punto di vista tecnico.

Proprio così!

Segreto svelato, se di “segreto” si può parlare.

Aggiungo (e non è un dettaglio trascurabile):

imparare a scrivere non è una competenza che si acquisisce in maniera diretta, bensì per effetto dello sviluppo parallelo di un’altra competenza, ovvero quella di “saper leggere” un testo.

Per “saper leggere” un testo non si intende saper fare l’analisi grammaticale, l’analisi logica o l’analisi del periodo.

Tutt’altro.

“Saper leggere” un testo vuol dire saper leggere un testo sotto il profilo narratologico.

In buona sostanza: lettura generativa.

Imparare a leggere “tecnicamente un testo” è il presupposto fondamentale per poter conoscere e utilizzare in maniera consapevole i vari elementi che sono alla base dell’arte dello scrivere.

Leggere “tecnicamente un testo”, ovvero essere in grado di analizzarlo sotto il profilo narratologico, vuol dire acquisire i ferri del mestiere della scrittura.

Vuol dire farli propri e utilizzarli a proprio piacimento nella stesura dei propri testi.

Maturata questa capacità, per chiunque si aprono le porte della narrazione, ovvero la possibilità di scrivere racconti e romanzi.

Ciò non vuol dire che ognuno darà vita al capolavoro del secolo.

Vuol dire piuttosto che ognuno maturerà la capacità di scrivere in maniera impeccabile e tecnicamente ineccepibile la storia o le storie che ha dentro.

Cosa tutt’altro che ovvia e scontata.

Insisto, anche a costo di sembrare pedante, ma è un aspetto assolutamente imprescindibile:

scrivere senza padroneggiare i fondamenti della narratologia è come suonare uno strumento musicale senza conoscere la musica.

Certo, si può suonare ad orecchio.

Ma suonare ad orecchio non vuol dire altro che riprodurre meccanicamente un brano, il più delle volte senza sapere (musicalmente parlando) che cosa si sta facendo.

Diverso, invece, è suonare conoscendo la musica.

Per la scrittura è esattamente lo stesso.

Faccio questa doverosa precisazione perché molti aspiranti scrittori o persone che si avvicinano per la prima volta alla scrittura, nonché appassionati che frequentano per la prima volta un corso di scrittura creativa o un laboratorio di scrittura creativa, pensano che con poche indicazioni e qualche dritta giusta, possano imparare a dare il taglio desiderato ai propri racconti e romanzi.

Ripeto, non è così!

La scrittura è uno strumento e, per poterlo padroneggiare al meglio, vi è bisogno di lavoro sui testi, pazienza, rigore, dedizione, abnegazione, tanto tanto entusiasmo, voglia di scrivere e di mettersi in gioco.

Diversamente, alla prima difficoltà, si molla.

Corsi di scrittura creativa o laboratori di scrittura creativa?

È bene fare una doverosa precisazione: corsi di scrittura creativa e laboratori di scrittura creativa non sono la stessa cosa.

Spesso, nel linguaggio comune, si tende a parlare di corsi di scrittura creativa e di laboratori di scrittura creativa in maniera equivalente.

In realtà esiste una sostanziale differenza.

Vediamola insieme.

Corsi di scrittura creativa

I corsi di scrittura creativa sono dei veri e propri corsi, non molto diversi, per impostazione, da quelli che si tengono in tante altre discipline e settori.

Essi sono costituiti da un numero definito di lezioni e sono finalizzati alla realizzazione di un programma, solitamente prestabilito dal docente.

In ogni lezione di scrittura creativa il docente, che è la figura intorno a cui ruota l’intero corso, affronta uno o più argomenti (ad esempio, come caratterizzare i personaggi, come scegliere il punto di vista, il ritmo della narrazione, ecc.) in quella che è tendenzialmente una cosiddetta lezione frontale.

Ovvero: il docente spiega e gli alunni assistono, generalmente prendendo appunti.

In riferimento ad ogni argomento, il docente può fornire agli allievi materiale didattico, suggerire gli autori e i romanzi da leggere, nonché dare ulteriori indicazioni su come e dove poter approfondire l’argomento trattato.

Alla fine di ogni lezione di scrittura creativa, il docente si sottopone alle domande degli allievi, fornendo loro tutte le delucidazioni e i ragguagli richiesti.

Inoltre l’insegnante può assegnare agli allievi degli esercizi di scrittura creativa da svolgere a casa.

Esercizi di scrittura che di solito vengono visionati e valutati dal docente nell’incontro successivo.

Come è facile intuire, anche se hanno uno schema abbastanza preciso, i corsi di scrittura creativa possono essere molto diversi tra loro.

La diversità dei corsi di scrittura deriva dal fatto che ogni docente può imprimere al corso di scrittura l’impostazione che più desidera, in virtù di quella che è la propria esperienza e il proprio modo di vivere la scrittura.

Ogni docente ha un proprio approccio alla scrittura e all’insegnamento della scrittura creativa.

Approccio che inevitabilmente inciderà sulla modalità di conduzione del corso.

Altra differenza fondamentale concerne i cosiddetti livelli dei vari corsi.

Esistono corsi di scrittura creativa di livello diverso.

Si va:

– dai corsi di scrittura creativa di livello base (ideali per coloro che non hanno mai scritto e vogliono mettersi in gioco);

– ai corsi di scrittura per aspiranti scrittori o per coloro che già hanno dimestichezza con la scrittura narrativa;

– dai corsi di scrittura di livello avanzato;

– fino ai corsi di scrittura creativa di livello professionale, destinati per lo più a scrittori esperti e addetti ai lavori.

Esistono, inoltre, anche corsi di scrittura creativa a tema.

Si tratta di corsi che affrontano per l’intera durata del percorso uno specifico argomento e sono ideali per chi vuole approfondire un determinato tema o aspetto del lavoro di scrittura.

È bene precisare una cosa:

non esiste, in senso assoluto, un corso di scrittura creativa che sia migliore di un altro.

Ogni appassionato, in base alla propria esperienza e ai propri interessi, può decidere di scegliere il corso di scrittura creativa che sente più adatto alle proprie esigenze.

Ciò che conta è mettere in campo sempre e comunque tanto entusiasmo e voglia di imparare.

Se frequentato con impegno e dedizione, un corso di scrittura creativa può rivelarsi un momento di formazione preziosissimo, propedeutico per svolgere al meglio qualsiasi lavoro di scrittura.

Laboratorio di scrittura creativa

L’organizzazione didattica di un laboratorio di scrittura creativa è molto diversa rispetto a quella dei corsi scrittura.

Mentre in un corso scrittura l’attività didattica ruota intorno al docente, in un laboratorio di scrittura creativa sono gli stessi allievi ad essere i protagonisti delle lezioni.

E lo fanno mettendosi in gioco, leggendo i loro testi, esprimendo le loro opinioni, i loro dubbi, proponendo le loro soluzioni e i loro punti di vista.

Possono avanzare proposte circa gli argomenti da affrontare di volta in volta, gli autori da leggere e gli esercizi di scrittura creativa da svolgere.

Cosa fondamentale:

in un laboratorio di scrittura creativa si scrive in aula, al momento!

Il docente propone un tema o un argomento e gli allievi elaborano un testo.

Oppure, solo per fare uno dei tantissimi esempi possibili, particolarmente avvincenti e stimolanti possono essere gli esercizi di scrittura spontanea, come:

scrivere ispirati dall’ascolto di una musica di sottofondo o dalla visualizzazione di un’immagine quale può essere una stampa, una fotografia, un quadro famoso, un disegno.

Il docente indica agli allievi un tempo limite (ad esempio, 30 minuti) entro il quale elaborare un testo.

Scaduto il tempo, ognuno degli allievi, a turno, legge quanto scritto.

Tutti gli altri, a turno, esprimono pareri e opinioni su quanto scritto dagli altri, scambiandosi consigli e suggerimenti.

Discutere i vostri testi, confrontarli con lettori interessati in grado di porre domande oculate e muovere critiche opportune dal punto di vista dello “scrittore che legge”, può rivelarsi un’esperienza altamente formativa.

Ciò vi aiuterà a sviluppare e affinare le vostre capacità di lettore attivo, sempre pronto a individuare le strutture oltre i contenuti, ad apprezzare l’uso della lingua, a rilevare uno stile, i punti di forza e di debolezza di un testo.

Anche su questo aspetto, consentendovi di esercitarvi “in diretta” nella lettura di un testo, un laboratorio di scrittura creativa può rivelarsi estremamente prezioso.

E può aiutarvi a raggiungere risultati sorprendenti.

Ci sono appassionati che hanno decisamente migliorato il loro modo di scrivere dopo aver frequentato un laboratorio.

Non solo.

Nella maggior parte dei casi, in questa fase della propria formazione di scrittore, “cambiare modo di scrivere” significa avvicinarsi al proprio modo di scrivere, a quella che è la propria “voce” e il proprio stile.

Questo grazie al confronto con gli altri scrittori/lettori.

Una raccomandazione:

se volete fare veramente progressi, dovete cercare un laboratorio con un docente/maestro sufficientemente direttivo.

Evitate “laboratori autogestiti “, in cui si incontrano solo scrittori esordienti o “praticanti” che parlano tra di loro dei loro testi.

In questi casi, infatti, l’assenza di un professionista che veda le cose con sufficiente distacco e si assuma anche la responsabilità di muovere critiche rigorose ma opportune, rischia di trasformare il laboratorio in una mera sequela di letture.

La presenza di un insegnante – con il quale discutere e, perché no?, confrontarsi e “dissentire” – può produrre più velocemente i risultati sperati.

Come è facile prevedere, le lezioni di scrittura creativa di un laboratorio non seguono mai uno schema fisso.

Il docente funge per lo più da coordinatore delle attività, interviene di tanto in tanto con suggerimenti, consigli, rispondendo a domande specifiche e risolvendo problemi laddove si presentano.

Egli, all’inizio di ogni incontro, dopo aver impartito delle nozioni di scrittura e degli spunti di riflessione volti a stimolare la creatività, lascia campo aperto all’iniziativa degli allievi.

Anche qui:

non esiste un laboratorio di scrittura creativa, in senso assoluto, migliore di un altro.

Spetta all’allievo capire qual è il contesto in cui si sente a proprio agio e che meglio risponde alle proprie esigenze.

Durante la mia vita, nel corso degli anni, ho frequentato numerosi corsi di scrittura e laboratori, sia come allievo che come insegnante.

Tutti sono stati molto utili e hanno contribuito in maniera determinante alla mia crescita professionale.

Come deve essere un buon docente di scrittura creativa?

Un buon docente di scrittura creativa deve essere dotato di ottima capacità di ascolto, di intelligenza emotiva, di capacità di immedesimazione, oltre che di comprovata esperienza e competenza in materia di scrittura creativa.

Come ho scritto già in precedenza:

scrivere non è solo il gesto di mettere insieme parole su un foglio, nel tentativo di creare una storia.

Scrivere è qualche cosa di più profondo.

Coinvolge la nostra sensibilità, i nostri sentimenti, le nostre emozioni, oltreché la nostra intelligenza, le nostre opinioni e il nostro punto di vista sulla vita e sul mondo.

Un buon docente di scrittura creativa è colui che non solo è in grado di trasferirvi tutta quella serie di nozioni e competenze tecniche specifiche, necessarie per scrivere, ma è anche colui che ha la capacità di aiutarvi a tirare fuori la storia o le storie che sono dentro di voi.

In questo senso, un insegnante di scrittura creativa deve saper utilizzare la nobile arte della maieutica, socraticamente intesa.

Deve essere capace di “interrogare” il proprio allievo, stimolare la sua creatività e fantasia, affinché l’allievo possa riuscire a far confluire il proprio pensiero e il proprio sentire nelle proprie parole e nelle proprie storie.

Viene da sé che, affinché ciò avvenga, è importante che tra docente e allievo ci sia intesa, stima e rispetto reciproco.

In un corso di scrittura creativa, come in un laboratorio di scrittura, dovete sentirvi a vostro agio e liberi di leggere i vostri testi.

Dovete sentirvi liberi di esprimere i vostri dubbi, le vostre idee, fare le vostre domande, commentare i testi dei vostri compagni di corso.

Il docente deve essere in grado di comprendere le vostre difficoltà e i vostri dubbi.

Deve aiutarvi a scoprire le soluzioni adatte a voi, compatibili con il vostro stile e le vostre preferenze.

Diversamente, se si nutre soggezione o scarsa fiducia nei confronti del docente o, semplicemente, non ci si sente a proprio agio, non ha molto senso proseguire il corso di scrittura.

In questo caso, il mio consiglio è di non deprimervi e di cercare un nuovo corso di scrittura creativa o un laboratorio che faccia al caso vostro.

Altra cosa fondamentale:

il docente di scrittura creativa deve dirvi sempre la verità.

Se un vostro racconto, un vostro testo o un qualsiasi altro scritto che gli sottoponete ha delle lacune o non funziona così com’è, è bene che il vostro insegnante di scrittura, con il dovuto garbo e la dovuta attenzione, ve lo faccia notare, affinché possiate imparare dai vostri errori e migliorare.

Può sembrare una cosa scontata, ma in realtà non è sempre così.

Esistono insegnanti di scrittura che, pur di compiacere un proprio allievo o per il timore di ferirlo, evitano di far emergere appieno tutti i punti deboli di un testo.

Si frequenta un corso di scrittura creativa o un laboratorio di scrittura per imparare e migliorarsi, e non c’è insegnamento migliore che imparare dai propri errori.

Questo per dire che un docente di scrittura, se lo ritiene opportuno, non deve avere timore di muovere, con il dovuto tatto e la dovuta intelligenza e sensibilità, delle critiche ad un testo di un suo allievo.

Viceversa, la cosiddetta “stroncatura” di un racconto o di un brano, non deve essere vissuta dall’allievo come una sorta di bocciatura.

Bensì, come un’occasione per imparare nuove cose e crescere.

È proprio in questo interscambio di idee e punti di vista che un corso o un laboratorio vi offre il meglio e può farvi realmente migliorare.

Un corso come un laboratorio vi offre una delle rare occasioni in cui potete avere un commento professionale su un vostro testo.

Il docente deve aiutarvi ad analizzarlo, darvi spunti per lavorare sul vostro stile e deve muovervi critiche serie, puntuali, il più possibile argomentate.

Insomma, voi vi siete messi in gioco: in cambio il docente deve dirvi davvero come stanno le cose.

Pertanto, se avete la sensazione che il vostro docente di scrittura creativa non sia schietto fino in fondo con voi riguardo i vostri testi, il mio consiglio è quello di provare a cambiare corso di scrittura o laboratorio.

Cosa dovete dare voi?

Perché un corso di scrittura creativa o laboratorio di scrittura creativa possa rivelarsi fruttuoso, dovete affrontarlo con entusiasmo e voglia di mettervi in gioco.

Con apertura mentale e impegno.

Pertanto: niente pregiudizi e nessuna paura.

Siete lì per imparare.

Per cui, dateci dentro!

Siate sempre voi stessi e cercate di stabilire un buon rapporto con tutti.

Soprattutto, ricordate sempre una cosa: nessuno vi giudica!

Si valutano i vostri testi, ma non si giudica voi come persone.

Faccio questa precisazione perché molte persone vivono la valutazione dei propri testi come una sorta di valutazione personale.

Detto ciò, non abbiate timore di mettervi in gioco fino in fondo e di liberare completamente la vostra fantasia e la vostra creatività.

Soprattutto, divertitevi!

Un corso di scrittura creativa, come anche un laboratorio di scrittura creativa, è nella maggior parte dei casi un’esperienza umana e personale molto preziosa.

Pertanto, fatene tesoro e godetevela appieno.

Come detto, per prendere parte ad un corso di scrittura creativa come ad un laboratorio di scrittura creativa, è fondamentale avere:

voglia di mettervi in gioco, voglia di imparare e confrontarvi.

Cosa dovete evitare di fare

Evitate di essere permalosi o suscettibili.

Piuttosto pretendete una critica sempre rigorosa al vostro lavoro.

Come è facile intuire, un corso di scrittura come un laboratorio, rappresentano una sorta di “lettore ideale” a cui tutti gli scrittori vorrebbero far leggere i propri testi.

Pertanto non perdete l’occasione di sfruttarlo a fondo.

Ascoltate le critiche e, anche se non le condividete appieno, cercate di capire che cosa vi stiano dicendo, che cosa ci sia di buono in esse, come tenerne conto.

Questo è un fattore importantissimo per crescere come autori.

Vi racconto un aneddoto

Vi racconto un aneddoto che può esservi utile.

Molti anni fa, in tarda adolescenza, decisi di iscrivermi a un corso di scrittura creativa.

Dopo qualche lezione il nostro insegnante ci invitò a scrivere un racconto che avesse come ambientazione lo scenario notturno, essendo “la notte” il tema di quella settimana.

Tornai a casa e mi misi subito all’opera.

Decisi di scrivere un racconto che aveva come protagonista un vecchio guardiano notturno di un deposito di auto d’epoca.

Un vecchio guardiano che, nel pieno di una notte, riceve la visita improvvisa di una coppia di giovani fidanzati.

Coppia che gli avanza una strana richiesta:

prendere in prestito, giusto per qualche ora, la Cadillac Fleetwood versione De Ville del 1955, custodita in deposito.

Inizia così una strana e rocambolesca trattativa.

Un tira e molla in crescendo che si concludeva, all’ultima riga, con un colpo di scena sensazionale:

quei due ragazzi altro non erano che i proprietari di quella Cadillac, morti in un incidente stradale in quella stessa notte di cinquant’anni prima.

Mi sembrava un’idea davvero interessante.

E lo era.

Così, mi chiusi in casa e mi misi a scrivere.

Conclusa la prima stesura, trascorsi i giorni successivi a correggere e sistemare, a rivedere e a migliorare i vari passaggi.

Mattina e pomeriggio, finché non mi sembrò perfetto!

Lo lessi e rilessi con grande attenzione.

Un gran bel ritmo, descrizioni davvero efficaci e poi, quel finale ad effetto.

Così, pieno di entusiasmo, la settimana successiva ritornai al corso di scrittura e lessi il mio racconto.

Il mio insegnante mi fece notare che, sebbene l’idea di fondo interessante, il mio racconto aveva dei limiti strutturali oltreché che dei vuoti di trama.

I miei compagni di corso, a turno, mi fecero notare che, inoltre, i dialoghi erano piuttosto deboli e prevedibili e che alcuni personaggi non erano descritti al meglio.

Non potevo crederci.

Quello che a me era sembrato un ottimo racconto, era stato stroncato in pochi minuti e senza troppi complimenti.

Me ne tornai a casa triste e umiliato, ferito nel mio orgoglio di narratore.

Neppure rilessi, con calma, il mio racconto, per capire dove e come migliorarlo.

La delusione era troppa.

Sulle prime pensai che a quel corso di scrittura, compagni e docente compreso, non capissero niente.
Non vi era altra spiegazione possibile!

Poi pensai che era una questione personale, che si criticava il mio racconto per criticare me.

Infine, quella sera stessa, decisi di mollare quel corso di scrittura e nei tre mesi successivi non scrissi più nulla.
Neppure la voglia di prendere in mano carta e penna.

La mia delusione, a poco a poco, è svanita, superata dalla grande passione e il grande entusiasmo per i libri e per la scrittura creativa.

E soltanto a distanza di tempo, con l’esperienza e le competenze maturate negli anni, mi sono accorto quanto quelle critiche rivolte al mio racconto in quel corso, alcuni anni prima, fossero non solo giustissime, ma perfettamente oculate.

Mio l’errore di non essere stato in grado, allora, di farne tesoro.

Oggi ricordo con affetto quell’aneddoto e non perdo occasione per raccontarlo a tutti coloro che, come me allora, si ritrovano a vivere la frustrazione della cosiddetta “stroncatura”.

Corso di scrittura creativa online

Molto utile, a mio avviso, è la scelta di un corso di scrittura creativa online.

Un corso di scrittura creativa online è particolarmente indicato per coloro che, per motivi di lavoro o di orario, non hanno la possibilità di recarsi presso una di scuola di scrittura.

E, in linea generale, è indicato per tutte quelle persone che non riescono a garantire la propria presenza fisica ad un corso di scrittura o a un laboratorio.

Inizialmente, qualche anno fa, quando hanno iniziato a diffondersi i primi corsi di scrittura creativa online ero un po’scettico.

Da una parte perché consideravo la scrittura creativa una disciplina poco adatta alla didattica a distanza, essendo opportuno confrontarsi in maniera diretta e immediata sui testi.

Dall’altra perché, nella maggior parte dei casi (per fortuna, non in tutti! In rete è possibile trovare degli ottimi corsi di scrittura creativa online, oltreché presso ogni buona scuola di scrittura), incappavo spesso e volentieri in quei corsi di scrittura creativa gratuiti e non, che non vedevano l’ora di venderti abbonamenti o rifilarti pacchetti di video lezioni di scrittura creativa.

A farmi cambiare idea, un gruppo di lettori appassionati che seguono il mio sito.

Impossibilitati a raggiungere la sede dove tenevo le mie lezioni di scrittura creativa, mi avevano chiesto di tenere un corso di scrittura online.

Sulle prime avevo detto di no.

Poi, vista l’insistenza delle richieste, ho deciso quantomeno di provare.

Mi sembrava il minimo che potessi fare visto l’affetto con cui mi seguivano e continuano a seguirmi.

Così, già qualche anno fa, ho iniziato a tenere le prime lezioni di scrittura creativa online.

In alcuni casi si trattava di lezioni di scrittura creativa individuali, per appassionati che ne avevano fatto richiesta.

In altri casi si trattava di lezioni di scrittura creativa di gruppo.

Nell’uno e nell’altro caso scegliendo l’impostazione e il metodo didattico che ritenevo più opportuno ed efficace.

E, devo ammettere che l’esperimento del corso di scrittura creativa online ha funzionato.

Tanto che continua stabilmente tutt’ora!

Spero che questo mio articolo sia stato utile.

Se desiderate approfondire questo o altri argomenti, ricevere ulteriori delucidazioni o informazioni di dettaglio:

inviatemi le vostre richieste utilizzando il modulo Scrivimi qui sotto.

Risponderò a tutte le vostre domande quanto prima.

Buona lettura e buona scrittura a tutti.

A presto!

Scrivimi